V-Ray for Rhino: la mia guida per principianti (Parte 1)

In questa guida per principianti ti fornirò tutte le basi per accedere alle potenza del miglior motore di render per Rhinoceros: V-Ray for Rhino.

Se anche tu, come me, sei un utente Rhino e hai intenzione di entrare per nel mondo del rendering fotorealistico, beh non puoi in alcun modo non conoscere quello che ritengo il miglior motore di rendering per Rhinoceros: V-Ray for Rhino.

 

In questi oltre 10 anni di studio e pratica nel campo della modellazione 3D e del rendering fotorealistico, ho avuto modo di testare e studiare diversi software. 

 

Ognuno ha le sue peculiarità, i suoi punti di forza e di debolezza. 

 

Molti di questi sono puramente soggettivi e dipendono dalle proprie abitudini, altri invece sono oggettivi.

 

Tra i fattori oggettivi, ce n’è uno che in questi anni di studio è rimasto immutato nel tempo: V-Ray è in assoluto il motore di rendering più efficiente attualmente sul mercato. Sotto tutti i punti di vista.

 

Ora potrai dire: 

ma chi diavolo sei tu per affermare una cosa del genere?! 

 

In un certo senso hai ragione, perciò accantoniamo il fatto che sia un Archviz Artist freelance, che sia un formatore e AEC Specialist, e parliamo di un paio di numeri: 

  • V-Ray ha ben 26 anni di sviluppo sul groppone. Infatti il suo sviluppo è iniziato quando io avevo soli 7 anni, ossia nel 1997;
  • 92 dei 100 migliori studi di architettura al mondo, utilizzano V-Ray quotidianamente; 
  • V-Ray è stato premiato con titoli del calibro di Academy e Emmy Awards per la sua tecnologia di elaborazione, non a caso è utilizzato per moltissimi dei film che avrai sicuramente visto al cinema o su Netflix.

Credo che come dati di partenza siano abbastanza esaustivi, non credi?

 

Perciò, se vuoi iniziare a fare render con V-Ray for Rhino proprio come i più grandi professionisti al mondo, questa guida è proprio per te.

 

Con questo post voglio coprire tutti le principali features di V-Ray for Rhino, in modo da aiutarti a capire fin da subito quali sono le componenti fondamentali all’interno di questo tool dalla potenza stupefacente.

 

Se quindi sei d’accordo, direi di non fare altre chiacchiere ed iniziare subito.

Oppure…

Una piccola panoramica di V-Ray for Rhino

V-Ray, come suo solito, non è un software stand-alone. Ossia è un plug-in che viene installato direttamente all’interno del software di modellazione 3D, in questo caso all’interno di Rhinoceros.

 

Essendo quindi “innestato” all’interno dell’interfaccia del software di modellazione, può essere utilizzato in moltissimi ambiti, proprio come Rhino d’altronde.

 

Quindi che si tratti di Architettura, Design Industriale o Product Design, V-Ray for Rhino sarà sempre lì pronto ad aiutarti. 

 

In ogni settore, con le dovute accortezze, V-Ray for Rhino ti permetterà di creare render fotorealistici e ad alta definizione, sia per immagini still (statiche) che per animazioni o esperienze in VR.

I vantaggi di V-Ray for Rhino

I principali vantaggi nell’inserimento di V-Ray all’interno del tuo workflow possono essere riassunti in due parole:

  • Qualità: con V-Ray for Rhino hai lo stesso identico algoritmo utilizzato per gli effetti speciali ed il cinema, basato sulla simulazione fisica della luce e dei materiali, direttamente all’interno dell’interfaccia di Rhinoceros.
  • Velocità: non dovendo passare da un software all’altro, il flusso di lavoro risulta più immediato. Ciò ti permetterà di automatizzare alcune attività ripetitive e quindi avere un maggior controllo sull’illuminazione, i materiali o sulle impostazioni delle camere virtuali.

Vista la qualità raggiungibile con V-Ray for Rhino, avrai in mano uno strumento davvero efficace per creare immagini straordinarie per comunicare al meglio i tuoi progetti, di Archviz o altro, rendendo più facile raccontare la tua visione ai clienti, stakeholder o collaboratori.

Da dove iniziare

Installare V-Ray

Prima di perdersi nel flusso creativo, c’è un passo essenziale da compiere…altrimenti non potremmo andare da nessuna parte: installare V-Ray for Rhino ovviamente!

 

 

Una volta scelta la tua licenza – sia in versione demo, sia uno dei nuovi piani Solo, Premium o Enterprise previsti da Chaos Group – i passaggi da seguire sono davvero semplici e intuitivi.

 

Una volta scaricato il file di installazione, infatti, ti basterà semplicemente fare un doppio click sul file.

 

La prima finestra che ti apparirà, sarà la quella relativa ai “termini della licenza“. Ti consiglio di leggerla attentamente e solo dopo cliccare su “I agree” (se hai la versione in inglese) o “Accetto” e continuare.

Andrea Ursini - Archviz - V-Ray for Rhino

Successivamente, apparirà una nuova finestra dal quale è possibile scegliere la versione di Rhinoceros in uso tra quelle mostrate, in modo da installare V-Ray nella directory corretta. 

 

Il programma di installazione provvederà automaticamente all’aggiunta della barra degli strumenti di V-Ray direttamente in Rhinoceros, e all’aggiunta dei nuovi componenti all’interno di Grasshopper.

Andrea Ursini - Archviz - V-Ray for Rhino

A questo punto, puoi cliccare su Installa e tutto proseguirà automaticamente: il programma controllerà la presenza di vecchie versioni e si interromperà nel caso ne venisse rivelata una. Subito dopo provvederà a rimuovere la vecchia versione e sostituirla con la nuova.

 

Quando l’installazione sarà completa, apparirà l’ultima schermata dove ti verrà chiesto se inviare o meno i dati a Chaos Telemetry (è totalmente facoltativo). 

Andrea Ursini - Archviz - V-Ray for Rhino

Una volta scelto, potrai cliccare sul pulsante Done.

Impostiamo V-Ray for Rhino

Una volta terminata l’installazione, verrai reindirizzato sulla pagina localhost del License Server, e ti verrà chiesto di effettuare l’accesso per la verifica ed attivazione della licenza.

 

Se fino a qui è andato tutto liscio, beh…ce l’hai fatta! 

Non è stato così difficile vero?

 

Ma ora inizia il bello del gioco: impostiamo V-Ray all’interno di Rhino.

 

Nel 99% dei casi, all’apertura di un nuovo file in Rhinoceros, dovresti già trovare in bella mostra i nuovi toolbar di V-Ray, che assomigliano a questi di seguito.

Andrea Ursini - Archviz - V-Ray for Rhino

Quelle che vedi in questa nuova barra, non sono nient’altro che degli shortcut per i principali componenti di V-Ray for Rhino. Sistema la nuova toolbar nel punto che ritieni più comodo all’interno dell’interfaccia di Rhinoceros, e vai al passo 2 indicato di seguito.

 

 

Nel caso non dovessi vederli all’apertura di Rhino, rientri in quell’1% che ti accennavo prima, ma non temere. 

 

 

Ti basterà fare queste semplici mosse:

1)  Vai in File > Opzioni di Rhino > Toolbars, nella sezione “Files” in alto a destra clicca su VRayForRhino e nella sezione subito sotto seleziona “VRay All” o tutti gli altri tootlbars che desideri avere nella tua interfaccia Rhino (puoi anche attivarli tutti e poi rimuovere quelli che non ti servono in un secondo momento)

Andrea Ursini - Archviz - V-Ray for Rhino

2)  Torna nel menu di Rhinoceros, apri la scheda “Render” nel menu e vai in Current Renderer > seleziona V-Ray for Rhino.

That’s it!

 

Ora hai impostato il tuo Toolbar con gli strumenti, e selezionato V-Ray for Rhino come principale motore di render.

L'interfaccia principale di V-Ray for Rhino

Una delle cose che amo di Rhinoceros e del suo V-Ray è la semplicità.

 

A differenza di tante altre piattaforme di modellazione – 3ds Max per dirne una “a caso” –  Rhino e V-Ray hanno quel tocco di minimal ed intuitività che ritengo davvero godurioso nel lavoro. Non c’è nessuna ridondanza nei comandi, ogni cosa è posizionata con logica e con criterio ed è ben visibile. 

Sì, sono assolutamente di parte. Lo ammetto.

 

Però, guardando l’Asset Editor, ossia l’interfaccia principale di V-Ray, è esattamente questo ciò che traspare. Non credi?

Andrea Ursini - Archviz - V-Ray for Rhino

L’Asset Editor di V-Ray for Rhino è composto da 3 colonne principali:

  • La colonna di sinistra contiene due sezioni dal quale è possibile accedere alle proprie librerie.
  • La colonna centrale è la spina dorsale del V-Ray Asset Editor e contiene tutto un’elenco di schede. Ogni scheda, in alto, è contrassegnata da icone che corrispondono alle diverse categorie di elementi presenti in V-Ray for Rhino. Avrai quindi una scheda per i materiali, una per le luci, per le geometrie importate da Chaos Cosmos, una scheda dedicata ai Render Element ed una dedicata alle mappe. L’icona dell’ingranaggio (come mostrato nell’immagine precedente) rappresenta la sezione di impostazione del motore di rendering).
  • La colonna di destra dell’interfaccia, invece, contiene sempre la sezione delle opzioni o dei controlli per la scheda o elemento selezionato.
Lo so detta così sembra davvero complicata, ma ti assicuro che dedicando qualche minuto a girellare in questa interfaccia, capirai immediatamente come muoverti al meglio. Te lo garantisco
 
Un altro elemento importantissimo nell’interfaccia di V-Ray for Rhino, è il V-Ray Frame Buffer (abbreviato spesso in VFB). 
In V-Ray 6, avrai la possibilità di giocare con un VFB di seconda generazione (VFB 2), e ti anticipo una cosa: non è una banale finestra di visualizzazione dell’immagine.  
Andrea Ursini - Archviz - V-Ray for Rhino

È vero, il VFB è la sezione di V-Ray per Rhino che ti consentirà di vedere il tuo render durante il calcolo definitivo

Non si ferma solo a questo però: il VFB ti permette soprattutto di regolare o salvare il risultato dei tuoi render in diversi formati, oltre che a effettuare comparazione tra diversi setup.

 

Nella nuova interfaccia del VFB infatti è possibile utilizzare degli strumenti per effettuare una prima post-produzione rapida, correggendo il colore, controllando l’esposizione o aggiustando le luci senza dover renderizzare nuovamente.

Pillole per l' impostazione di V-Ray for Rhino

I Render Element

V-Ray è un software potente, e abbiamo capito all’inizio che su questo non si discute in alcun modo.

 

Uno dei piccoli “difetti” di V-Ray, però, è che va saputo gestire dato che non è un giochino o un software banaleE questo per alcuni, soprattutto per chi è agli inizi, può essere frustrante. 

 

Ci sono tantissime funzionalità al suo interno e, benché l’interfaccia sia semplice ed intuitiva, è facile perdersi o non capire a primo colpo quale sia lo scopo di una determinata funzione.

 

Una delle categorie di componenti sul quale è più facile far confusione, sono proprio i Render Elements di V-Ray. Perciò te ne parlo subito, dato che saranno indispensabili per la gestione di ogni tua immagine.

Andrea Ursini - Archviz - V-Ray for Rhino

I Render Elements sono dei componenti che, layer dopo layer, vanno a costituire il tuo render finale in V-Ray for Rhino. 

 

Non sono nient’altro che dei canali attraverso il quale viene calcolata l’immagine finale. Quando questi canali vengono “sovrapposti”, il software ha tutti i dati per estrarre l’immagine finale corretta. 

 

Ad esempio abbiamo Render Element che gestiscono il canale RGB, l’Illuminazione Diffusa, eccetera eccetera eccetera. Ce ne sono una marea, ed ognuno è utilissimo per la gestione precisa sia in post produzione che nella creazione di un’immagine vera e propria.

 

Qui di seguito di lascio uno slider così potrai vedere con i tuoi occhi ogni singolo render element di una scena demo.

Il concetto di base dei Render Elements è che, separando il render finale in questi sotto elementi, si ha un controllo maggiore e puntuale nell’elaborazione di un’immagine di qualità. Per questo è di fondamentale importanza attivarli prima di ogni render.

Le impostazioni più comuni

Ora che abbiamo capito il concetto di base dietro ai Render Elements, andiamo ad esplorare alcune delle diverse opzioni di impostazione di V-Ray for Rhino.

 

Nella scheda “Settings” all’interno del V-Ray Asset Editor, hai a accesso sostanzialmente al pannello di comando di V-Ray for Rhino. Al suo interno potrai infatti gestire parametri come:

  • Dimensione dell’immagine finale;
  • la qualità delle ombre,
  • la gestione dei riflessi,
  • fattori come la profondità di campo o l’illuminazione globale.
Andrea Ursini - Archviz - V-Ray for Rhino

Le impostazioni di V-Ray ti permettono di controllare tutti quei parametri che influenzano il processo di rendering.

Perciò bisogna gestirli con molta attenzione dato che andranno ad incidere pesantemente sul rapporto qualità/tempo di rendering

 

Solitamente le opzioni predefinite per l’impostazione della scena si trovano nel pannello principale (colonna di sinistra nell’immagine precedente) e sono adatte alla maggior parte delle scene o per iniziare a muovere i primi passi.

Qui di seguito ti lascerò alcuni dei fattori principali che potrai imparare a gestire col tempo:

 

  • Render: Queste impostazioni consentono di accedere comodamente alle funzioni di rendering standard, come la scelta dei dispositivi di rendering (CPU, CUDA o RTX) o l’attivazione e la disattivazione delle modalità VRay Interactive e Progressive. È inoltre possibile scegliere tra diverse pre-impostazioni di qualità, che ti semplificheranno molto la scelta soprattutto se sei all’inizio.
 
  • Camera: Viene utilizzata per controllare i parametri della vista della scena da renderizzare. Assieme al tab “Advanced Camera Parameters” ti consente di gestire valori legati agli aspetti della telecamera virtuale, come la distorsione dell’obiettivo, la profondità di campo e l’esposizione.
 
  • Render Output: Queste impostazioni determinano il formato finale, le dimensioni e la risoluzione dell’immagine o dell’animazione renderizzata. Controllano anche vari aspetti dell’output, come il formato del file, la profondità di colore e il metodo di compressione.
 
  • Animazione: È possibile controllare le sequenze animate in Rhino. Forniscono opzioni per definire la lunghezza dell’animazione, il formato di uscita e la frequenza dei fotogrammi.
 
  • Ambiente: Controlla tutti i parametri dell’ambiente. È possibile gestire fattori come l’illuminazione e lo sfondo di una scena, comprese le opzioni per impostare il colore dello sfondo, le mappe ambientali e le sorgenti luminose come HDRI e i sistemi fisici di sole e cielo. Questo tab ti consente anche di personalizzare l’effetto ambientale sui riflessi e sull’illuminazione globale della scena.

Personalizzare le impostazioni per progetti specifici

So per certo che avrai da lavorare su diversi progetti, con diverse caratteristiche e quindi in diverse situazioni.

 

Ti anticipo già che determinate impostazioni di rendering funzionano meglio per determinate scene, in altre decisamente meno. 

Un esempio banale potrebbe essere nell’usare una pre-impostazione di qualità più alta per un interno architettonico, dove i dettagli sono molto importanti, ma un’impostazione di qualità più bassa per un rendering concettuale veloce o di test. 

 

Personalizzando le impostazioni di rendering per ogni progetto, è possibile quindi garantire che i rendering siano ottimizzati per le tue esigenze specifiche in ogni momento o di ogni progetto, risparmiando così tempo e migliorando la qualità finale del tuo lavoro.

 

Abbiamo quindi visto quali sono i principali passaggi preliminari da compiere per familiarizzare con l’interfaccia di V-Ray for Rhino: ora hai una panoramica generale sulle capacità di V-Ray, e una procedura step-by-step su come installare e muoverti all’interno di questo fantastico plug-in di Rhino

 

Per questa prima guida introduttiva direi che è tutto, ti aspetto per la seconda parte.

A presto!

Andrea

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