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Render in architettura: 10 (+ 1) trucchi per migliorarli

Scopri i 10 (+ 1) trucchi per migliorare i tuoi render di architettura. Ti racconterò esattamente cosa sperimentare per comporre meglio l'immagine dei tuoi render.

Decine?

Centinaia?

 

No, non sto dando i numeri. 

 

È che mentre scrivo quest’articolo, sto cercando di ragionare su quanti possano essere i diversi modi possibili per inquadrare la stessa scena 3D per realizzare un render fotorealistico che abbia un’inquadratura accattivante e funzionale.

 

Penso alle possibili ed infinite variabili che potrebbero esserci nel posizionare una V-ray Physical Camera nello spazio 3D del nostro modello.

 

Mentre lo faccio mi rendo conto che, soprattutto se si è agli inizi, è uno di quelle scelte difficilissime da prendere.

 

Il motivo che mi ha spinto a realizzare questo articolo è proprio questo: fornirti dei consigli utili per migliorare drasticamente le tue inquadrature fin da subito, e darti dei riferimenti per rispondere alla domanda: 

 

“Dove posiziono la mia Camera?” 

 

In questo articolo ti parlerò proprio di questo. 

 

Ti racconterò quelli che sono i concetti chiave e quei trucchetti che ti aiuteranno nella scelta della giusta inquadratura per un render fotorealistico.

 

Sono esattamente gli stessi principi che utilizzo anch’io da oltre 10 anni nel mio lavoro di 3D Artist freelance o che insegno durante le mie consulenze one-to-one” con studenti o professionisti che hanno difficoltà nel processo di rendering fotorealistico.

 

Perciò voglio darti da subito un consiglio. 

 

Trova una posizione comoda e leggi attentamente i consigli che sto per darti, perché sono assolutamente certo che troverai consigli davvero utili per i tuoi prossimi render.

 

Se ci sei, direi allora di iniziare subito.

Cos'è la composizione dell'immagine?

Prima di lanciarci a capofitto nel nostro ragionamento, è doveroso dare un minimo di contesto.

 

Per partire col piede giusto, dobbiamo quindi capire cosa davvero si intende col termine “composizione”. 

 

Ed è proprio da qui che voglio iniziare.

 

Le prime volte, pronunciando o pensando alla parola “composizione“, avevo sempre in mente il volto del fioraio amico di famiglia e al tono calmo e “pacioccoso” con cui chiedeva alle sue clienti “Come facciamo questa composizione Signora?“. 

 

A parte questa breve divagazione, col senno di poi ho capito che a tutti gli effetti l’analogia con il fioraio non è del tutto sbagliata. 

 

Perché?

 

Te lo spiego molto rapidamente: il fioraio, quando prepara un bouquet fa tutta una serie di scelte:

 

  • il colore dei fiori;
  • la dimensione del singolo fiore rispetto a tutto il bouquet;
  • la forma finale che si vuole ottenere;
  • l’armonia degli accostamenti tra un fiore ed un altro;

e via dicendo.

 

Questi sono solo alcuni degli spunti che ci fanno capire che, quando si parla di composizione, ci si riferisce al modo e all’armonia con cui i vari elementi sono disposti all’interno di uno spazio – nel nostro caso, all’interno di un’inquadratura.

 

Analogamente al fioraio, quando andiamo a posizionare la nostra camera dobbiamo fare la stessa serie di valutazioni, per poi trovare il giusto equilibrio da applicare al nostro caso.

 

Ed ovviamente, ripeto, questa scelta è frutto di tutta una serie di fattori, che variano di situazione in situazione.

 

Ma quindi…   

Come raggiungere una corretta composizione dell'immagine?

Per ritornare al discorso che ti facevo in apertura, quando si parla di composizione dell’immagine, credo fermamente che le variabili in gioco possano effettivamente essere infinite, ed ogni volta diverse.

 

Se ci rifletti, ogni volta che posizioniamo una camera nella scena, oltre a dover scegliere la prospettiva da cui inquadrare, abbiamo da valutare:

 

  • Angoli di tilt, twist e roll della camera;
  • Lunghezza della focale;
  • Depth of field;
  • Oggetti di scena;
  • Luci ed ombre;
  • Formato dell’immagine finale.
Questi sono solo alcuni dei fattori da valutare quando si parla di composizione dell’immagine. 

Detto questo arriviamo al vero punto centrale di tutto il discorso; tieniti forte perché sto per svelarti il segreto dei segreti sulla composizione dell’immagine.

E sono sicuro che questo ti sconvolgerà.

 

L’unica verità assoluta è che non ci sono regole infrangibili quando si va ad affrontare la composizione dell’immagine.

 

That’s it! 

Questo è un concetto che andrebbe scolpito sulla pietra, tatuato o fissato in qualsiasi altro modo perché questo è il vero punto chiave della composizione dell’immagine, ed ora ti spiego il perché.

 

Per spiegare meglio cosa intendo dire utilizzerò un’altra analogia, molto più affine all’ambito del rendering fotorealistico: la fotografia.

 

Il motivo è semplice: analogamente al fioraio, ma come anche nel cinema o nella fotografia, quando si tratta di composizione non esistono regole fisse ma schemi di riferimento.

 

E di questi schemi te ne parlo in maniera molto approfondita in Render Basics, il mio corso sui fondamentali del rendering fotorealistico per l’architettura.

 

Perciò, nel caso tu sia agli inizi o vuoi capire come migliorare, beh…direi che assolutamente fa al caso tuo.

I miei dieci consigli per migliorare i tuoi render

Credo che, arrivati a questo punto, possiamo dare un po’ di spazio a quelli che sono i miei trucchetti” o, per meglio dire, i miei 10 personali consigli su cui fare attenzione per la costruzioni dei tuoi prossimi render.

 

Lo so, e probabilmente se stai leggendo questo blog, lo sai perfettamente anche tu: realizzare belle immagini non è affatto semplice. 

 

Ragionando però su questi 10 punti che ti sto per elencare, sarà tutto un po’ più semplice.

1 - Scegli una prospettiva accattivante.

Una delle cose più importanti da tenere a mente quando crei un render d’architettura è è proprio la prospettiva da cui si cattura l’immagine. 

 

La prospettiva giusta può fare la differenza nel render e determinare il successo o il fallimento del tuo progetto.


Scegli una prospettiva che sia in grado di mettere in evidenza i punti di forza del progetto e che sia quindi accattivante per il pubblico o per chi andrà a guardare la tua immagine. 

 

La prospettiva giusta può dare una sensazione di spaziosità o far risaltare le caratteristiche uniche del progetto. Perciò studia la tua scena, muovi la telecamera al suo interno, e trova un punto di vista che sia realmente significativo.

 

Quindi, quando scegli la tua prospettiva, prenditi il tempo per pensare a come vuoi che il tuo progetto venga percepito dal pubblico.

2 - Dai equilibrio.

Dopo tutta la “filippica” iniziale sulla composizione, avrai ben chiaro che l’equilibrio visivo è un elemento cruciale per creare render d’architettura accattivanti e armoniosi, giusto? 

 

Trovare un bilanciamento agli elementi dell’immagine, e creare quindi un equilibrio visivo, è un Must nell’Archviz

 

Questo significa che ogni elemento visivo nell’immagine ha il suo peso e la sua importanza. Ad esempio, puoi trovare un tuo equilibrio disponendo degli elementi in modo simmetrico oppure, al contrario, ragionando sull’ asimmetria. Oppure, puoi lavorare sui contrasti o i chiaro-scuri per andare a bilanciare la tua immagine.

 

L’equilibrio visivo crea un’immagine più gradevole alla vista e mette in risalto i punti di forza del tuo progetto. Quindi, non dimenticare di prestare attenzione all’equilibrio quando crei i tuoi render d’architettura!

3 - La regola dei terzi.

È probabilmente uno dei trucchetti più efficaci ed importanti per la composizione dell’immagine nei render d’architettura: la regola dei terzi! 

 

Questa regola consiste nel dividere l’immagine in tre parti uguali e andare a posizionare gli elementi o i profili più importanti sulla linea o all’incrocio delle tre parti.

 

La regola dei terzi permette di creare un’immagine più bilanciata e interessante all’occhio umano, invece di una banale inquadratura centrata. 

 

Inoltre, gli elementi che verranno collocati sulla linea o all’incrocio di questi “assi virtuali”, conquisteranno l’attenzione dell’osservatore e possono essere utilizzati per mettere in risalto i punti di forza del tuo progetto. 

 

Prova a utilizzare la regola dei terzi nei tuoi prossimi render e vedrai come questo semplice trucco può fare una grande differenza nella tua composizione d’immagine.

4 - Scegli i giusti colori.

“L’Architettura è un fatto d’Arte” e l’arte si fa anche imparando a gestire il colore.

 

Scegliere i colori giusti non è affatto semplice, ma può fare la differenza nell’impatto visivo del tuo render. 

 

L’obiettivo è scegliere colori che si armonizzino con il progetto e che siano accattivanti per il pubblico. 

 

Perciò il consiglio più importante che posso darti è di fare una ricerca attenta sui colori complementari, o analoghi oppure trovare un pallette che sia quanto più equilibrata. Sperimenta con diversi schemi di colori, così da trovare quello giusto per il tuo progetto. 

 

Non dimenticare mai che in architettura l’ambiente circostante influenza il nostro progetto, perciò parti da lì per scegliere i toni di colore nel tuo render.

5 - Lavora sui dettagli.

Il diavolo è nei dettagli. 

 

Quelle che a prima vista sembrano minuzie o inezie, sono il vero sale per un render davvero realistico.

 

I dettagli possono fare la differenza in un’immagine, rendendola più interessante e coinvolgente. 

 

Il nostro occhio è abituato a percepire l’imperfezione, perciò “sporca” la tua immagine con dettagli. 

 

La perfezione risulta innaturale al nostro cervello, perciò riprodurre dei dettagli fedeli nella nostra scena può aiutarci a dare un senso di realismo e di vita
al nostro progetto. 

 

Perciò, quando lavori sui dettagli, sii creativo e sperimenta diversi elementi per vedere cosa può funzionare nel tuo progetto.


Ricorda che i dettagli possono anche aiutare a enfatizzare i punti di forza del progetto, quindi scegli con attenzione.

6 - Occhio alle proporzioni.

Lo scopo del rendering fotorealistico è quello di comunicare un idea, e farlo in modo realistico. 

 

Gioco forza, è dannatamente importante prestare attenzione alle proporzioni degli elementi di scena. 

 

La proporzione corretta degli elementi, è esattamente quella ciliegina sulla torta che ci farà percepire l’immagine più realistica. 

 

Perché? Semplice: il nostro cervello lavora, in maniera inconscia, per comparazione. 

 

Se quindi in scena è presente anche un solo elemento che è fuori proporzione rispetto alla realtà, beh…sappi che il cervello se ne accorge, e l’equilibrio dell’intera immagine verrà compromesso.

7 - Mira alla connessione emotiva.

La componente emotiva in un render che funzioni davvero è probabilmente il fattore più difficile da aggiungere, ma è l’unico che è in grado di lasciare un ricordo duraturo in chi osserva.

 

Uno degli obiettivi finali di un buon render è quello di coinvolgere, e quindi creare un legame emozionale con chi osserva.

 

Per farlo, è importante lavorare sulla composizione dell’immagine mirando a suscitare emozioni: per questo è utile comporre l’ immagine immaginando ad una storia da raccontare al tuo pubblico.

 

Solo facendo così le tue immagini avranno un impatto maggiore e saranno più facilmente ricordate da chi la osserva.

8 - Sperimenta diverse angolazioni.

Quando si tratta di rendering, l’angolazione può fare davvero la differenza. Te lo posso garantire.

 

Prova a cambiare l’angolazione del render per creare una prospettiva diversa e catturare l’attenzione del pubblico. Perciò mira a quella che io chiamo “la visione insolita“, ossia ad un punto di vista con una presa fuori dal comune

 

Sperimentare con angolazioni diverse, come una vista aerea o una prospettiva ravvicinata con grandangolo, può dare un nuovo punto di vista e un nuovo livello di interesse alla tua immagine. 

 

Quindi, non essere timido, sperimenta e vedi cosa succede!

9 - Le texture.

In un render fotorealistico degno di questo nome, la superficie degli oggetti deve essere riprodotta con tutti i santi crismi. 


Per questo la scelta di texture di qualità è cruciale.


Delle buone texture possono dare profondità e realismo al tuo lavoro, rendendolo davvero impressionante. Lavora con texture di qualità nei tuoi materiali PBR, ti garantisco che il risultato sarà un’immagine più vivace e coinvolgente. 


Ricorda che anche le piccole cose, come la texture dei muri intonacati o delle superfici apparentemente lice, possono fare una grande differenza.

10 - Gioca con la luce.

Ultima, ma non per importanza, la luce…e quindi anche le ombre.

 

Giocare con la giusta combinazione di luci, e farlo nel modo corretto, è la principale strategia che può farti fare un grosso balzo in avanti nella composizione dei tuoi render. 

 

Imparare a gestire la luce, può portarti a trasformare una composizione piatta o noiosa in un’immagine vibrante e accattivante. 

 

Gioca con le ombre proiettate e con i colpi di luce, in modo da dare profondità alla tua immagine.  

 

La luce, poi, ha decisamente un ruolo fondamentale per creare atmosfera, e dare il giusto mood alla tua immagine andando a stimolare emozioni in chi la osserva.

BONUS - Lasciati ispirare dall'AI!

Al contrario di quel che pensano la maggior parte delle persone, io penso che l’Intelligenza Artificiale non andrà affatto a rubarci il lavoro, anzi! 

 

Col tempo potrebbe diventare nostra alleata! (probabilmente ci scriverò un articolo in futuro).

 

L’AI può essere una grande fonte di ispirazione per chi come noi si occupa di Archviz. 

 

Grazie all’avanzamento di questa tecnologia, e al forte trend di questi periodi, l’AI può stimolare la nostra fantasia facilmente, dato che è in grado di generare immagini sorprendenti con pochi clic. 

 

Puoi usare queste immagini come punto di partenza per la tua creazione e, naturalmente, andare a creare un tuo modello personalizzato a seconda delle tue esigenze. 

 

Inoltre, l’AI può aiutarti a identificare schemi e trend nel mondo dell’Archviz, offrendoti una prospettiva unica su come gli altri artisti stanno creando i loro lavori. 

 

Perciò, tieni da parte la timidezza o le paure, e prova ad utilizzare l’AI come fonte di ispirazione….e divertiti a sperimentare! 

 

Proprio come ho fatto con l’immagine di copertina.

Per concludere

Arrivati a questo punto direi che hai già parecchi spunti su cui riflettere.

 

Spero che questo articolo ti abbia fornito una panoramica degli aspetti importanti da tenere in considerazione per creare dei render fantastici.

 

Ricordati quindi che i dettagli fanno la differenza, la proporzione è fondamentale, la connessione emotiva con il pubblico è importante, come lo è anche giocare con l’angolazione e le texture, e la luce sono elementi fondamentali per creare un’immagine che catturi l’attenzione del pubblico. 

 

E, infine, non dimenticare che l’AI può essere una fonte di ispirazione per i tuoi render. 

 

 

Se hai ancora dubbi o domande, non esitare a contattarmi. 

Puoi farlo sia qui che sui miei canali social.

In alternativa puoi fare tutte le domande che vuoi all’interno della community!

 

 

Sarò ben felice di aiutarti a creare i tuoi prossimi render!

Un caro saluto,

Andrea.

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